Malamènti

di Francesco Di Leva
drammatico, Italia, 2017, 13’

prodotto da Francesco Di Leva e Adriano Pantaleo
produttore associato Antonella Di Nocera
regia e soggetto Francesco Di Leva
sceneggiatura Francesco Di Leva, Ciro Petrone
con Francesco Di Leva e Ciro Petrone
con la partecipazione amichevole di Sergio Rubini e Nicola Di Pinto
montaggio Gianluca Paoletti
musiche originali Francesco Forni
suono - mix audio Stefano Grosso
scenografia Carmine Guarino
aiuto regista Giuseppe Miale di Mauro
organizzatore Adriano Pantaleo
fotografo di scena e grafica Carmine Luino
costumi Giovanna Napolitano

Ciccio “O' Pazz” e Ciruzzo “Pesce bello” sono due sanguinari personaggi di potere malavitoso. L'eredità a loro lasciata era della stessa natura violenta, nata e cresciuta in un percorso di prevaricazione sui più deboli. Ma ci sono dei nemici a farsi spazio in questo clima di dominio tra miserabili, nemici apparentemente innocui che i due, spinti dall'alienazione del luogo in cui sono costretti a vivere, valutano come possibili usurpatori del loro potere, sviluppando così una paranoia nei confronti di due animali... Si tratta di Severino l’asinello, famoso capo degli asinelli a Campu Perdu, e di Piero il Cinghiale, capo dei Cinghiali sulle terre di Campo d’Oliva. La resa dei conti è vicina. Bisogna sfidarsi a duello e disfarsi della presenza dei due animali. Una lettera, di pinteriana memoria, viene consegnata, la richiesta è esplicita: o noi, o voi. O gli uomini o gli animali. Non c’è possibilità di convivenza, il potere ha bisogno di un solo capo. L’Apocalisse è vicina e inevitabile, il mondo, anche se racchiuso in quel piccolo squarcio di terra in mezzo al mare, ha bisogno di un unico e solo padrone. Una sfida che ricorda il vecchio western con le terre sarde a fare da sfondo. L’arrivo di due figure, spuntate dal nulla e non chiaramente reali, che declamano versi dell’Oreste di Alfieri, adattati alla storia, dà inizio al duello. La morte dei due animali sancisce il potere assoluto degli uomini. L’indomani, al risveglio dei vincitori, in quel piccolo squarcio di terra che è il mondo, regna la pace e la tranquillità. Finalmente sono loro i padroni assoluti. Ma la storia ci insegna che non sono mai esistiti due padroni, che il potere è un atto solitario, ed è proprio questo il pensiero che invade il cervello di Ciccio ‘o Pazzo: due non è un numero perfetto. “Solo! Bisogna che resti solo! Il mondo è mio!”.

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Premi e Festival

  • Nastro d’argento corti del futuro 2018 per l’innovazione
  • Miglior film del Mediterraneo al XV International Journalism&Art Award 2017 dall’Unione Nazionale Cronisti Italiani
  • Settimana della critica di Venezia 2017
  • Miglior cortometraggio al Gran Galà della fiction in Campania 2017

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