Siamo nel cimitero di un piccolo paese del sud, voci di bambine ci parlano in dialetto napoletano dal fuori campo e rimarranno acusmatiche, senza un corpo, fino alla fine del cortometraggio. Biasucci costruisce in pochi minuti un’atmosfera rarefatta, a cavallo tra realtà e immaginazione, in cui ci immedesimiamo in tre sguardi infantili che con un binocolo sono alla ricerca di appigli per la fantasia, tra le lapidi antiche e i cunicoli oscuri del camposanto. Una delle bambine scova un’oca, una creatura bianca come la sposa di cui si racconta che fu morsa da una vipera il giorno delle nozze, immacolata come questo breve racconto filmico, sospeso tra l’osservazione e la fantasia e mai davvero compromesso con la realtà. In quella zona indecifrabile dove, dopo tutto, dimora il gioco.
Caterina Biasiucci (1995) è una regista napoletana. Nel 2014 è selezionata per l’Atelier di Cinema del Reale “Filmap” coordinato da Leonardo Di Costanzo durante il quale realizza il suo primo cortometraggio documentario 668. Subito dopo inizia lo sviluppo di Appunti sulla mia famiglia, documentario prodotto da Parallelo 41 e Teatri Uniti, presentato nel 2017 al Filmmaker Festival, vincitore del miglior documentario al Napoli Film Festival 2018. Nel 2020 vince il Premio Zavattini con il progetto Il mare che non muore, cortometraggio presentato al Filmmaker Festival 2021. Nel 2022 è selezionata per la Locarno Spring Academy durante la quale realizza il cortometraggio Limes, presentato al Locarno Film Festival 2022. Nell’estate 2022 è tutor di regia per il corso di regia documentaria Procida Film Atelier, coordinato da Leonardo Di Costanzo. Il film collettivo “Procida”, risultato del laboratorio, partecipa Fuori Concorso al Locarno Film Festival 2023. Il cortometraggio Un estratto dal diario di Eva è selezionato per il concorso Tre minuti a tema fisso del Bellaria Film Festival 2025. Attualmente è in sviluppo il suo primo lungometraggio, prodotto da Parallelo 41 Produzioni.
