Agalma

di Doriana Monaco

 Agalma di Doriana Monaco
  • Documentario, Italia, 2020, 54’
  • Soggetto, fotografia e regia
    Doriana Monaco
  • Con le voci di
    Sonia Bergamasco e Fabrizio Gifuni
  • Prodotto da
    Antonella Di Nocera e Lorenzo Cioffi
  • Produzione esecutiva
    Lorenzo Cioffi, Armando Andria
  • Montaggio
    Enrica Gatto
  • Suono in presa diretta
    Filippo Maria Puglia, Rosalia Cecere
  • Montaggio del suono e mix
    Rosalia Cecere
  • Color correction
    Simona Infante
  • Musiche originali
    Adriano Tenore
  • Marie Audiffren e Ennio Donato
    Marie Audiffren e Ennio Donato
  • Fotografia aggiuntiva
    Luca Scarparo, Martin Errichiello
  • Assistente al montaggio
    Rosa Maietta
  • Grafiche
    Andrea Cioffi
  • Traduzioni
    Aidan Mc Cann
  • Fotografo di scena
    Angelo Antolino
  • Una produzione
    Parallelo 41 e Ladoc
  • Con
    MANN - Museo Archeologico Nazionale di Napoli
  • Con il contributo di
    Regione Campania e Fondazione Film Commission Regione Campania
  • Il film è stato sviluppato in FilmaP - Atelier di Cinema del reale – ArciMovie
  • Sinossi

    Napoli. Nell’illusoria immobilità del grande edificio borbonico che ospita il Museo Archeologico Nazionale, un vortice di attività offre nuovo respiro a statue, affreschi, mosaici e reperti di varia natura. Il film osserva ciò che accade ogni giorno negli ambienti del museo, soffermandosi sulla quotidianità dei lavoratori, alle prese con interventi delicatissimi che necessitano di cura e tempo, e manutenzione costante. Le opere che vivono e vibrano da secoli sono monitorate come corpi viventi. Tutto ciò accade mentre giungono visitatori da ogni parte del mondo, popolando le numerose sale espositive sotto l’occhio apparentemente impassibile delle opere che sono protagoniste e spettatrici a loro volta del grande lavorio umano. Tutto fa emergere il museo come grande organismo produttivo, che rivela la sua natura di cantiere materiale e intellettuale. Agalma (dal greco “statua”, “immagine”) coglie la bellezza del Museo non solo nell’evidenza dei suoi incantevoli tesori di arte classica, ma anche nelle relazioni intime e invisibili che si realizzano al suo interno: il rapporto segreto e sempre nuovo che nasce tra i visitatori e le meraviglie dell’antichità greco-romana; il respiro appassionato di chi pianifica ogni giorno la vita del museo.

  • Note di regia

    Seguire la vita del museo per quasi tre anni mi ha dato l’opportunità di scoprire un universo altrimenti inaccessibile. La necessità era quella di trovare una chiave che sovrapponesse lo sguardo archeologico a quello cinematografico, per affidare il più possibile il racconto a trame visive. Una traccia è stata Viaggio in Italia di Roberto Rossellini in cui la protagonista interpretata da Ingrid Bergman, si ritrova al cospetto della scultura dell’Ercole Farnese. La sua visita all’interno del Museo avviene, per usare le parole di Giuliana Bruno nell’Atlante delle emozioni, “attraverso un contatto viscerale, quasi fisico, con sculture che arrivano a turbare il suo animo”. A quello sguardo ho affidato il simbolo del percorso di scoperta e iniziazione. Ed è ciò che vorrei lo spettatore provasse entrando in relazione con questi oggetti tramite “uno sguardo che si fa contatto”, vederli il più vicino possibile.

    Poi c’è il testo in voice over, costruito sul racconto in prima persona di alcune opere del museo. Zeus ci parla di un ritrovamento, Atlante di una metamorfosi, Hermes della sua condizione di frammento, i Tirannicidi sono spettatori delle vicissitudini umane che si agitano nel museo. Agalma è la relazione tra l’opera e chi la osserva e ne è osservato. Lo sguardo della statua diviene luogo di possibilità interpretative, punti di vista e nuove visioni che si riflettono nello sguardo del visitatore a sua volta intercettato dal cineocchio, rievocando il ruolo performativo che la cultura greco-romana riconosceva alle immagini.

  • La regista

    Doriana Monaco nasce a Benevento nel 1989. Studia Archeologia e Storia dell’Arte all’Università degli studi di Napoli Federico II. Nel 2014 partecipa al film Perez di Edoardo De Angelis come assistente alla regia. Nel 2015 dirige i suoi primi due cortometraggi, Anatomia di un pensiero triste e Laziest girl in town. Nel 2016 entra a far parte di FILMaP - Atelier del cinema del reale in Ponticelli diretto da Leonardo Di Costanzo, alla fine del quale realizza il documentario Cronopios, selezionato al Trieste Film Festival 2017 per il Premio Corso Salani.


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