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L'Armée Rouge

di Luca Ciriello
documentario, Italia, 2020, 65'

Formato originale colore, 4K (3840 × 2160)
Lingua originale Nouchi, Francese, Djoula, Italiano
Soggetto, fotografia e regia Luca Ciriello
Montaggio Simona Infante e Luca Ciriello
Suono Filippo Maria Puglia
Montaggio del suono e mix Marco Saitta
Color correction Simona Infante
Prodotto da Antonella Di Nocera e Luca Ciriello
Una produzione Parallelo 41, Lunia Film, FilmaP – Atelier di Cinema del Reale di Ponticelli (Napoli)

Idriss Koné, in arte Birco Clinton, è arrivato dalla Costa D’Avorio cinque anni fa. Vive in uno dei Bipiani di Ponticelli, prefabbricati in amianto costruiti negli anni ‘80 nella periferia est di Napoli e trascorre il suo tempo nel Vasto, quartiere multiculturale nei pressi della Stazione Centrale, dove cerca di organizzare feste. Birco ha un sogno: diventare il re del coupé décalé in Europa, uno stile musicale nato in contrapposizione alla musica di regime della Costa D’Avorio. Per riuscirci ha creato l’armée rouge, una banda di ragazzi della Costa d’Avorio che lo supporta, sostenendo le spese e tutelando i diritti della comunità avoriana di Ponticelli. Si chiama così, afferma Birco, perché “bisogna essere numerosi e veloci, come l’armata rossa sovietica”. Per questo tutti lo chiamano “le Barouba” di Napoli, ovvero il re di Napoli. La dédicace è la festa annuale che ogni promotore del coupé décalé organizza nella propria zona. Birco stavolta vuole invitare personaggi famosi della comunità avoriana. Le feste nel Vasto sono momenti di evasione da una quotidianità fatta di attesa e speranza. Nel quartiere ci sono 13 centri di accoglienza per richiedenti asilo (su un totale di 24 a Napoli). Qui molti africani aspettano il loro destino, chi lavora alla giornata, chi organizza mercatini multietnici, chi cade nel giro della micro-criminalità. Il gruppo di Birco è composto da ragazzi sotto i 30 anni: “Siamo un’armata dello show, non sappiamo fare la guerra, ci vogliamo solo divertire”, dice. È una struttura sociale e organizzativa in parte estranea al mondo occidentale contemporaneo, per questo è interessante approfondirne il funzionamento. Molte persone donano soldi a chi ha organizzato la festa durante la cerimonia del “boucan”, come segno di rispetto. I soldi vengono rimessi in circolo alle feste successive. Perché “Ciò che conta è la famiglia, ciò che ti dà da vivere è il lavoro” sostiene Birco.

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Premi e Festival

  • 61.Festival dei popoli
  • 41. Laceno D’oro
  • 30. Festival del Cinema Africano, d'Asia e America Latina - FESCAAAL

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