Le cose belle

di Agostino Ferrente e Giovanni Piperno
Le cose belle di Agostino Ferrente e Giovanni Piperno
  • documentario, Italia, 2013, 87'
  • Un film di
    Agostino Ferrente e Giovanni Piperno
  • Una produzione
    Pirata M.C., Parallelo 41, Point Film, Bianca Film
  • Con il patrocinio di
    Ipotesi Cinema
  • Prodotto da

    Donatella Botti, Antonella Di Nocera, Agostino Ferrente, Donatella Francucci, Betta Olmi, Giovanni Piperno

  • Con
    Enzo Della Volpe, Fabio Rippa, Adela Serra, Silvana Sorbetti
  • Soggetto e Sceneggiatura
    Agostino Ferrente e Giovanni Piperno
  • Aiuto regista e secondo operatore
    Sebastiano Mazzillo
  • Montaggio
    Paolo Petrucci, Roberta Cruciani
  • Fotografia
    Giovanni Piperno
  • Suono in presa diretta
    Maximilien Gobiet, Daniele Maraniello, Marco Saveriano
  • Musiche
    Rocco De Rosa, Canio Loguercio, Alessandro Murzi
  • Collaborazione al montaggio
    Alessia Gherardelli, David Tomasini
  • Collaborazione testi voce off
    Maurizio Braucci, Paolo Vanacore
  • Post produzione
    Point Film, Magui Studio, Boomerang, Rec & Play
  • Consulenza legale
    Studio Legale Paoletti
  • Premi
    PRIMO PREMIO, SalinaDocFest 2012
    RICONOSCIMENTO SPECIALE, MedFilm Festival 2012
    PRIX AZZEDDINE MEDDOUR POUR LA PREMIÈRE OEUVRE, Festival Internazionale del Cinema Mediterraneo di Tétouan, 2013
    MENZIONE SPECIALE CONCORSO ITALIA DOC, Bellaria Film Festival 2013
    MENZIONE SPECIALE, Visioni Fuori Raccordo Film Festival 2013
    PRIX DU JURY JEUNE, Annecy Cinéma Italien 2013
    MIGLIOR DOCUMENTARIO, Festival dei Popoli e delle Religioni 2013
    MENTION SPÉCIAL, Rencontres du Cinéma Italien à Toulouse 2013
    Selezionato tra i 6 documentari del circuito, La Rete degli Spettatori 2014
    PREMIO SCUOLE DI CINEMA, Festival del Cinema italiano di Como 2014
    MIGLIOR DOCUMENTARIO ITALIANO DEL 2013, DOC/IT Professional Award; PREMIO DEL PUBBLICO ITALIANO; PREMIO DEL PUBBLICO INTERNAZIONALE; PREMIO FAKE#FACTORY
    PREMIO ALLA PRODUZIONE, Laceno d'Oro 2014
    GRAND PRIX, Faito doc Festival 2014
    Siciliambiente Documentary Film Festival 2014 PREMIO DEL PUBBLICO PREMIO SPECIALE "OWN AIR" TARGA "IL FARO"
    PREMIO CARIDDI PER IL MIGLIOR DOCUMENTARIO ITALIANO DELL'ANNO, Taormina Film Fest 2014
    RICONOSCIMENTO SPECIALE, Nastri d'Argento 2014
  • Sinossi

    Si dice che il tempo aggiusta tutto. Ma chissà se il tempo esiste davvero? Forse il tempo è solo una credenza popolare, una superstizione, una scaramanzia, un trucco, una canzone. Il tempo si passa a immaginare, ad aspettare, e poi, all'improvviso, a ricordare. Ma allora, le cose belle arriveranno? O le cose belle erano prima?
    La fatica e la bellezza di crescere al Sud in un film dal vero che narra tredici anni di vita. Quella di Adele, Enzo, Fabio e Silvana, raccontati in due momenti fondamentali delle loro esistenze: la prima giovinezza nella Napoli piena di speranza del 1999 e l'inizio dell'età adulta in quella paralizzata di oggi.
    Quando nel 1999 Ferrente e Piperno realizzarono Intervista a mia madre, un documentario per Rai Tre che voleva raccontare dei frammenti di adolescenza a Napoli, ai loro quattro protagonisti chiesero come si immaginavano il loro futuro: loro risposero con gli occhi pieni di quella luce speciale che solo a quell’età possiede chi ancora sogna “le cose belle” e con quell’auto-ironia tipica della cultura partenopea che li aiuta a sdrammatizzare, esorcizzare e, spesso, rimuovere gli aspetti problematici della loro vita. Al tempo stesso da quegli occhi traspariva una traccia di scaramantico disincanto. Forse perché la catastrofe imminente, sempre in agguato nella loro città, è una minaccia - nonché un alibi - che rende spesso le vite dei napoletani cariche di rassegnazione, e questo Adele, Enzo, Fabio e Silvana lo sapevano, per istinto e per educazione.
    Dieci anni dopo, passando dalla Napoli del rinascimento culturale, che attirava artisti da tutto il mondo, a quella sommersa dall’immondizia, i registi sono tornati a filmare i loro quattro protagonisti per un arco di quattro anni: oggi l’auto-ironia ha ceduto il posto al realismo, e alle “cose belle”, Fabio, Enzo, Adele e Silvana non credono più. O forse hanno imparato a non cercarle nel futuro o nel passato, ma nell’incerto vivere della loro giornata, nella lotta per un’esistenza, o sarebbe meglio dire, resistenza, difficile ma dignitosa: spesso nuotando controcorrente, talvolta lasciandosi trasportare.

  • Note di regia

    Tutto nasce da Intervista a mia madre. I protagonisti de Le cose belle sono gli stessi del documentario che realizzammo nel 1999 a Napoli, nel quale raccontavamo la vita di due ragazzi dodicenni e due ragazze quattordicenni. Li filmammo in quella fase della vita in cui gli occhi brillano di una luce speciale e in una città dove tutto sembrava più forte: la violenza, le speranze, l’energia, la sensualità, la rassegnazione. La relazione tra noi e loro fu intensissima. Da allora ci è sempre rimasto il desiderio di poter approfondire di più. Nel 2009, nel riavvicinarci ad Adele, Enzo, Fabio e Silvana ci rendemmo conto di non essere riusciti a salvarli dalla catastrofe della loro città, dove ogni speranza di rinascita era stata sistematicamente delusa. Questo ci creò un disagio palpabile, collegato alla paura di speculare cinematograficamente su tutto questo. Ma la paura e il disagio si sono poi affievoliti, grazie alla loro forza vitale, all'indisponibilità ad arrendersi, alla dignità con cui cercavano di rimanere a galla. E se da una parte certi sguardi spenti ci sembravano la conferma di come tutto fosse andato come previsto, dall'altra, quegli stessi sguardi ci comunicavano l'inizio di una disincantata consapevolezza che li metteva in pace con se stessi. Quattro testimoni di una napoletanità che scoprimmo essere l'anticamera locale di quello che sistematicamente succedeva a livello globale. Perché forse Napoli è l’Italia al cubo, e non solo l’Italia.

    Dal punto di vista “cinematografico” è venuta fuori una sfida molto più complicata ed emozionante di dieci anni prima: ovvero quella di realizzare un film che non fosse parassitario del precedente, ma che avesse una sua autonomia. La lavorazione di Intervista a mia madre avvenne con tempi e modi dettati dalla committenza televisiva. Questo ci obbligava a essere veloci, sia a livello di ripresa che di montaggio. Per Le cose belle, abbiamo usato uno sguardo più “cinematografico” provando a raccontare eventi, situazioni e stati d’animo senza interviste, con i personaggi che non guardano in macchina, con la costante ricerca di una drammaturgia, agita e non raccontata. Far interagire il materiale del '99, rimontato per l'occasione, con il girato di oggi, è stato poi altrettanto complicato. In compenso abbiamo avuto un privilegio: nel cinema di finzione, per raccontare gli stessi personaggi in età diverse delle loro vite si ricorre a pesanti interventi di make-up, nel nostro caso il make-up è quello della vita stessa.


Trailer


Gallery

Le cose belle di Agostino Ferrente e Giovanni Piperno
Le cose belle di Agostino Ferrente e Giovanni Piperno
Le cose belle di Agostino Ferrente e Giovanni Piperno
Le cose belle di Agostino Ferrente e Giovanni Piperno
Le cose belle di Agostino Ferrente e Giovanni Piperno
Le cose belle di Agostino Ferrente e Giovanni Piperno
Le cose belle di Agostino Ferrente e Giovanni Piperno
Le cose belle di Agostino Ferrente e Giovanni Piperno
Le cose belle di Agostino Ferrente e Giovanni Piperno
Le cose belle di Agostino Ferrente e Giovanni Piperno
Le cose belle di Agostino Ferrente e Giovanni Piperno
Le cose belle di Agostino Ferrente e Giovanni Piperno

Sede Legale
Via Angelo Camillo De Meis n.221
80147 - Napoli
Sede Amministrativa
Corso Riccardi - Cercola
c/o Studio Antonio Perna
Seguici su
© copyright 2018 Parallelo 41 produzioni coop - All rights reserved - p.iva 07910360630