Ars in the tube

di Antonio Leto
Ars in the tube di Antonio Leto
  • Ars in the Tube. Arte contemporanea nelle nuove stazioni della Metropolitana di Napoli
    documentario, Italia, 2003, 25'
  • Un film di
    Antonio Leto
  • Prodotto da
    Parallelo 41
  • A cura di
    Antonella Di Nocera
  • Musiche originali
    Renato Esposito
  • Fonici in presa diretta
    Emiliano Grimaldi, Dario Todero
  • Riprese e montaggio
    Giulio Arcopinto, Dino Manfredi
  • Operatori steadycam
    Ennio di Donato, Davide Sondelli
  • interventi di grafica 2D
    Armando Lombardi, Orlando Festa
  • Foto di scena
    Lucio Criscuolo
  • Con interventi di
    Alessandro Mendini, Achille Bonito Oliva, Ugo Marano, Enzo Cucchi, Mimmo Paladino, Lello Esposito, Aldo Masullo, Pasquale Persico, Antonio Sassolino, Rocco Papa, Giannegidio Silva, Renaldo Fasanaro
  • Sinossi

    Con le vicende legate all’allestimento delle opere di grandi artisti contemporanei nelle stazioni della Metropolitana in questi ultimi anni a Napoli si è assistito a uno straordinario evento di arte e comunicazione, unico al mondo per la convergenza sul medesimo obiettivo di volontà politiche, amministrative e artistiche.
    Con questo lavoro abbiamo documentato più da vicino l’allestimento della seconda uscita di Salvator Rosa e la creazione della piazzetta con le opere di Paladino, Cucchi, Marano e Esposito, raccogliendo interviste, immagini e spunti di riflessione sul valore del connubio tra arte e opera pubblica, sulla interessante presenza di opere artistiche in luoghi di utilizzo pubblico.
    Il documento racconta la storia del progetto e la sua realizzazione attraverso le testimonianze e le immagini, è un video-arte sulle opere realizzate dagli artisti, nate per modificarsi nel contesto in cui sono inserite, per il nuovo rapporto con un pubblico che le può osservare e criticare, descrive il modo in cui uno spazio urbano e sociale accoglie le opere e le integra, diventando così un documento sociale.
  • Note di regia

    Nel 2002 è stata inaugurata la seconda uscita della stazione metropolitana di Salvator Rosa. Un grande merlo nero su sfondo oro posto sul tetto di un palazzo, un corno rosso che galleggia in un mare-oro, una mano in un vento blu cobalto. Perché filmare tutto questo? 1. Valore Storico: a Napoli l’arte sta conoscendo sviluppi inattesi. Una storia dove un tessuto sociale e culturale complesso partecipa alla tessitura di un’idea: l’arte nella città. 2. Valore Estetico: portare dentro quanti più punti di vista possibili, documentare l’evento in maniera totale, memorizzare il “lavoro in corso”, per farne nascere un prodotto dinamico e ricco di informazioni. 3. Valore Didattico: l’arte contemporanea non sempre è di facile fruizione. Perciò il nostro lavoro non riprende opere d’arte ma approfondisce stili e pensieri per offrire al pubblico chiavi di lettura all’arte contemporanea. 4. Valore Artistico: i linguaggi trasformano gli oggetti su cui vengono applicati. Come accade con scrittura, fotografia, arte digitale, il materiale elaborato diventa un’altra opera, con un suo valore artistico e creativo. 5. Valore Metafisico: l’arte eleva spiritualmente, libera energie positive, argina il male della città. L’arte invaderebbe, trasformandoli, gli spazi-discariche, gli spazi-emarginati, gli spazi-camorra. L’automobilista intasato avrà altri colori, altre geometrie. Li vedrà? Quanto potere ha l’arte?


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