Dal 1997, durante l’estate, un furgone attrezzato per proiezioni 35 mm attraversa i comuni della Provincia di Napoli e si ferma ogni sera per proiettare gratis per il pubblico locale alcuni film della stagione in corso. L’iniziativa finanziata dall’amministrazione provinciale di Napoli, è gestita dall’associazione Arci Movie impegnata da anni per la promozione del cinema e della cultura nelle periferie.

In questi anni Cinegirando ha toccato 62 piccoli paesi senza sala cinematografica, effettuando oltre 300 proiezioni e coinvolgendo circa 100.000 persone.

Durante l’estate 2002 abbiamo seguito il percorso di Peppe, il proiezionista ambulante, incontrando luoghi e persone che ci hanno raccontato uno dei volti di queste zone della Campania.

Ogni sera o quasi una tappa diversa, ma luoghi che si assomigliano tutti. Da sfondo la sagoma del Vesuvio, imponente e azzurro al tramonto, e qualche volta una luce mediterranea che fa dimenticare il degrado di sempre.

Quando Peppe scende dal furgone e comincia a scaricare il suo cinemino portatile, c’è un moto nuovo nelle sere monotone di questi centri. Si animano le piazzette, i cortili o le spiagge.

La comunità si ritrova. Ci sono volti stanchi e veri che in genere non escono più di casa, incollati al televisore, qui ci sono ragazzini che non sanno cos’è il film sul grande schermo, qui ci sono le donne che il cinema se lo ricordano come il posto dove andare da fidanzati a fare l’amore.  

Peppe è un disoccupato napoletano di 50 anni padre di tre figli, fotografo per matrimoni quando può e proiezionista di cinema per passione. Nel 1997 grazie all’incontro con l’associazione culturale Arci Movie Peppe diventa l’uomo del cinegirando, una iniziativa di promozione del cinema inventata dall’associazione e finanziata dall’amministrazione provinciale di Napoli.

 

Per la quinta edizione del progetto, durante l’estate 2002, abbiamo seguito Peppe nel suo cammino da uomo delle stelle per le vie poco stellate dei piccoli comuni dell’entroterra napoletano: un furgone con cinemproiettore portatile, uno schermo smontabile, 66 proiezioni, 3 per ogni comune, film della stagione appena finita per accontentare il gusto di grandi e piccini e soprattutto volti e storie da raccontare.

Ogni sera o quasi una tappa diversa, ma luoghi che si assomigliano tutti.

Strade indistinte dalla tristezza dell’abusivismo e di piani di edilizia inesistenti, segnaletica indecifrabile, centri abitati senza fisionomia, periferie delle periferie senza soluzione di continuità. Da sfondo la sagoma del Vesuvio, imponente e azzurro al tramonto, e qualche volta, nei paesi non distanti dal mare una luce mediterranea che fa dimenticare il degrado di sempre.

E poi d’improvviso i piccoli centri storici, un tempo riconoscibili, un tempo vivi ed abitati, di paesi con una storia, anche dignitosa se non autorevole, ma ora sepolti dal dormire tipico dell’hinterland che vive ai margini della grande città. Sagome che giocano a carte, a bocce, motorini che sfrecciano, bambini che giocano in piazzetta sfidando l’afa dell’estate.

O’ mast e l’overland”si definisce Peppe alla guida del furgone dove c’è tutta l’attrezzatura per proiettare i film. Un uomo già gag, con la faccia grassa e abbronzata e il calzino corto, con gli occhi luccicanti e le mani maestre tra le rotelle del cineproiettore.

Quando Peppe scende dal furgone e comincia ascaricare il suo cinemino portatile, c’è un moto nuovo nelle sere monotone di questi centri.

Si animano le piazzette, i cortili o le spiagge. I vecchi arrivano con le sedie da casa e i bambini si trascinano le mamme per vedere il film annunciato sui manifesti. La gente comincia a chiacchierare, curiosa a volte, ma pigra, si interroga sul perché un tempo c’erano 3 o 4 sale di cinema e ora nemmeno una.

Pian piano cala la sera e mentre Peppe compie i soliti gesti di preparazione della macchina di proiezione e dello schermo, la penombra e il fascio luminoso del proiettore ronzante acceso per le prove danno un sapore nuovo alle cose.

La comunità si ritrova, la gente sembra contenta e spensierata. Noi registriamo la differenza con l’asettica multisala all’uscita della autostrada. Qui ci sono volti stanchi e veri che in genere non escono più di casa, incollati al televisore, qui ci sono ragazzini che non sanno cos’è il film sul grande schermo, qui ci sono le donne che il cinema se lo ricordano come il posto dove andare da fidanzati a fare l’amore.

E allora Cinegirando pare il luogo del cinema come una volta, senza scatoloni di popcorn e tortillas maleodoranti, magari con panini e dolci fatti in casa per accompagnare la serata.

Cinegirando

diario di un cinema ambulante

 

2002, 60', documentario 

 

regia di 
Giulio Arcopinto | Antonella Di Nocera

 

con Giuseppe Rivieccio