Un giorno gli si darà ragione e più che mai si capirà che, molto prima degli altri, ha visto lontano, in anticipo sui tempi

Così Jaques Derrida ha descritto, in occasione del conferimento della laurea honoris causa in Filosofia dell'Università di Paris-III Sourbonne-Nouvelle la singolare figura dell’avvocato Gerardo Marotta, moderno mecenate napoletano e presidente dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici. È lui il protagonista di questo ritratto: un umanista contemporaneo in lotta da mezzo secolo per la diffusione della cultura come mezzo necessario per l’affermazione della giustizia sociale.

Per capire fino in fondo cosa significhi l’opera dell’avvocato sono dovuto andare all’inizio di questa straordinaria storia, cominciare da lontano, dalla sua passione civile di gioventù, in un momento storico determinante per il nostro paese: il dopoguerra. Le immagini di repertorio dell’Istituto Luce, dell’AAMOD e delle Teche Rai evocano quella parte di storia d’Italia che emerge dai suoi racconti e che coincide con gli anni della sua formazione. Quando, frequentando le lezioni di Benedetto Croce e i circoli hegeliani di Napoli, maturava l’ideale di uno Stato che non ha mai visto la sua nascita concreta, ostacolato dalla miope politica dei partiti italiani. La visione di una vita come atto di resistenza non lo ha mai abbandonato, fino ad oggi, portandolo a sacrificare la sua vita privata, il suo patrimonio familiare, in nome dello spirito pubblico, pensando in particolare alle generazioni future. Nel 1975 fonda l'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici - con sede a palazzo “Serra di Cassano”, dove si riunivano i martiri della Rivoluzione Napoletana del 1799 – grazie al quale ha distribuito migliaia di borse di studio a giovani di tutta Europa. In tutti questi anni l’Istituto ha ospitato e coinvolto grandi pensatori da tutto il mondo: da Jaques Derrida a Edgar Morin, da Paul Ricoeur a Marc Fumaroli, fino a Remo Bodei, Massimo Cacciari e tanti altri ma, soprattutto, Hans Georg Gadamer a cui Marotta fece consegnare la cittadinanza onoraria nel 1997.

Oggi Gerardo Marotta “l’avvocato”, 85 anni, ha ancora un grande cruccio o, meglio, un sogno non realizzato: donare alla città di Napoli e a tutti gli studiosi, trecentomila volumi raccolti negli anni da destinare ad una biblioteca pubblica, e che invece non hanno ancora avuto una giusta collocazione.

Il film racconta una vita appassionata, lo spirito impetuoso di un uomo che ha affrontato numerose lotte, il suo pensiero filosofico, storico, politico e la città in cui tutto questo avviene. Elemento essenziale della narrazione è l’arte oratoria di Marotta che, grazie a un innato senso dei ritmi attoriali, affinato durante la sua esperienza di avvocato, fa di lui un autentico affabulatore.

la seconda natura

 

2012, 58', documentario

 

regia di Marcello Sannino

 

una produzione Antonella Di Nocera per Parallelo 41 produzioni

 

fotografia Marcello SanninoSebastiano Mazzillo

 

montaggio Aurelia Longo

 

musica Riccardo Veno

 

suono presa diretta Pietro IulianoGiovanni Visciano

 

color correction Simona Infante

 

montaggio suono Domenico De Luca

 

organizzazione Maria Teresa Panariell,Valentina Curatoli

 

ufficio stampa Rosalba Ruggeri

 

cast artistico Gerardo Marotta

 

con la partecipazione di
Marc Fumaroli | Edgar Morin | Marcus Gabriel | Antonio Gargano | Irvin Lavin | Hans Georg Gadamer

 

premi

• Torino Film Festival 2012

• Menzione Speciale Giuria Di Italiana.Doc

• TorinoFilmFestival 2012

• Premio Ucca Venti Città

• Territori-Contest 013 Nuovo Cinema Aquila Roma

• 1°Premio della Giuria